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giovedì 14 agosto 2014

Riso rosso con salsa ai funghi

Continuando il filone "terminiamo i funghi essiccati lo scorso autunno", questa volta abbiamo cucinato i Boletus erythropus (che dalle mie parti non mangia nessuno, forse perchè si diceva che i funghi che diventano blu, quando tagliati, sono velenosi).
Volevo fare una salsa ai funghi ispirata alle varie "mushrooms gravy" di stampo nordamericano.
Come d'abitudine i funghi essiccati sono stati ammollati e poi fatti bollire in abbondante acqua (usando anche quella di ammollo, filtrata) assieme ad un poco di cipolla, aglio, salvia, maggiorana, alcune carote viola, sale e pepe. Gli erythropus devono cuocere venti minuti per distruggere una tossina termolabile che -nel fungo crudo- non è velenosa, ma causa comunque spiacevoli problemi gastro intestinali :-P
A cottura ultimata ho preferito frullare la salsa, per ottenere una crema omogenea, a cui ho aggiunto un poco di amido di mais per addensare e un goccio di panna di soia avanzata.
Anche se nella fotografia, tra piatto nero e luce artificiale, non ne è esaltato il colore, come riso ho scelto il riso rosso integrale.
E' il tipo di riso più ricco in antiossindanti!  Ma sopratutto è buono.
Io -come tutti i cereali in chicco integrali- lo faccio ammollare almeno una notte -il riso anche 2 giorni, cambiando l'acqua una volta almeno- nella pentola di coccio, che metto poi direttamente suo fuoco. Porto a bollore e spengo: la piastra in ghisa che fa da spargifiamma, unitamente al potere di trattenere il calore per lungo tempo del coccio, consentono il termine della cottura senza problemi anche a fiamma spenta. In ogni caso, ben ammollato, il riso integrale cuoce in venti minuti circa.
DEl perchè sia utile mettere a mollo cereali e legumi, ho scritto qui ;-)

lunedì 4 agosto 2014

Pasta ai finferli e fagiolini

Siccome, pur essendo inizio agosto, sembra autunno, noi qui raccogliamo e cuciniamo funghi :-)
Recentemente raccolti sono i finferli o gallinacci (Cantherellus cibarius) e le trombette dei morti (Cratellus cornucopioides, che ho messo a essiccare).


Parte dei Cantherellus è stata immediatamente utilizzata per fare un condimento per pasta!
Quelli più piccini li ho lasciati da parte per rosolarli nei giorni successivi.
In un ampio tegame ho messo un paio di spicchi di aglio, fagiolini verdi tagliati a cilindretti, Cantherellus tagliati grossolanamente e un poco di rosmarino.
Con un dito di acqua per far rosolare il tutto (non uso olio in cottura) e un poco di sale e pepe.
Quando i funghi erano teneri e l'acqua evaporata ho aggiunto un poco di panna di soia -che raramente uso, ma stavolta era in casa come rimanenza di Libera Pentola- e che sinceramente direi si può omettere senza danno e lievito alimentare in scaglie.

La pasta erano pennette alla soia acquistate tramite GAS Semi Di Lino.
Che dire, farà freschetto, ma si mangia bene!

venerdì 18 aprile 2014

Pranzi e cene di primavera

Le ricette scarseggiano.
Ma del resto questo blog nasce come piccolo diario personale, promemoria, momento di condivisione e nulla più.
Quindi condivido: la nostra alimentazione ultimamente è tanto semplice che raramente potrei scrivere qualcosa di simile a una vera e propria ricetta.
Tanti legumi, che ai bimbi piacciono praticamente al naturale (solo un poco di shoyu, lievito alimentare in scaglie e se possibile stufati con tanto aglio o cipolla).

Insalate (il mix rucola e songino la fa da padrone, ultimamamente, anche se mi dispiace molto non riuscire a reperire la rucola direttamente da un produttore e talvolta ci siamo regalati i primi pomodorini, non ancora K,0, ma tantè), a cui a seconda dei giorni aggiungaimo mela o pera, noci o semi di girasole, un poco di succo di limone e aceto balsamico.
Cereali, che si accompagnano magnificamente con i miei adorati asparagi (cerco di farne letteralmente il pieno, si trovano per talmente poco tempo)!
Qui con la quinoa rossa, che anche dal punto di vista cromatico si sposa col verde dei germogli di primavera!
Il tutto sempre senza olio in cottura (marito e bimbi di solito ne aggiungono un goccio a crudo), senza avvertirne minimamente la mancanza.

giovedì 20 marzo 2014

Risotto alle primule e nocciole

Festeggiamo l'arrivo della primavera mangiando primule!
http://passatotralemani.wordpress.com/fitoalimurgia-in-rete-i-contributi-di-blog-e-siti/#comment-2135

E godendoci i regali dell'autunno, come le nocciole, che per fortuna si conservano tranquillamente per tutto l'anno.
A causa della fretta per una volta ci siamo concessi del riso bianco (per la gioia del più grande :-P), un ottimo rosa marchetti.
Ma ho aggiunto un poco di lenticchie rosse decorticate, almeno compenso un po' l'assenza di fibra.
Per prima cosa faccio tostare leggermente le nocciole.
Poi faccio "rosolare" (si fa per dire, senza olio) la cipolla, tanta, in poco vino, assieme alle lenticchie.
Per 4 persone utilizzo 2 grosse cipolle o 4 piccole/medie.
Quando il vino è evaporato e le cipolle sono leggermente dorate, aggiungo il riso, lo lascio tostare mscolando continuamente un minuto (utilizzo un tegame in acciaio inox non antiaderente) e infine verso acqua bollente (o brodo, se fate il dado fatto in casa o avete preparato del brodo fresco per l'occasione).
Solo a fine cottura aggiungo circa un etto di primule per 4 persone e salsa di soia o sale.
Le primule non hanno un sapore forte e mi piace accompagnarlo con un poco di zafferano.
Qualche candela magica e la festa è fatta :-)




mercoledì 29 maggio 2013

Minestra di foglie di ravanello e tarassaco

Minestra verde verde.
Facile facile.
Sana sana: il pieno di sali minerali e sapore.
Saziante, ma leggerissima!
E' il sistema più pratico che conosco per sfruttare le foglie dei mazzetti di ravannelli e per mitigare, allo stesso tempo, il sapore un po' forte del tarassaco ;-)
E' così facile che non mi dilungo oltre: per ogni persona tagliare e portare a ebollizzione in un bicchiere circa di acqua una patata, una grossa manciata di foglie di ravanello e un uguale volume di foglie di tarassaco (anche quelle più grandine che si trovano adesso, perchè il tutto viene frullato o passato e quindi che siano più coriacee poco importa), uno spicchio di aglio e un pizzico di sale.
Quando la patata è tenera (più verrà tagliata finemente è più veloce sarà la cottura) passare il tutto col passaverdura, nell'estrattore o frullare semplicemente.
Un goccio di olio extra vergine di oliva esclusivamente a crudo se gradito.
Piace anche ai miei bimbi!

sabato 17 novembre 2012

Re-Quinoa con cime di rapa per Felici e Curiosi

Mi lancio di nuovo!
So che è praticamente impossibile vincere il libro di Marco Bianchi, ma che importa (bhè, insomma, non mi spiacerebbe affatto)! E' una bella occasione per rilanciare quelle ricette che faccio -quando è stagione per gli ingredienti- spesso e volentieri, perchè sono facili e veloci. E quindi aggiungiamo il valore aggiunto: senza fatica o noia per il palato sono ricche dei magici 20 ingredienti del benessere!
La ricetta originale l'avevo scritta qui.
E, di nuovo, è una non-ricetta :-D
Per prima cosa bisogna sciacquare bene la quinoa (serve un colino abbastanza fine) per eliminare un eventuale eccesso di saponine.
Poi occorre un bel mazzo di cime di rapa, qualche pomodorino (opzionale) ed uno spicchio di aglio.
Si fa appassire brevemente il tutto in poco olio extra vergine di oliva e poi si aggiunge acqua fino a coprire di un paio di dita la quinoa (almeno a me piace farla così, tipo risotto).
Al bisogno aggiungete acqua ;-)
Dopo aver impiattato aggiungete mandorle tritate grossolanamente con poco sale e volendo lievito alimentare in scaglie (il famoso grana veg).
La quinoa è pronta in venti minuti circa, particolare che la rende un candidato ideale per i pranzi da preparare rapidamente.
Le proprietà nutrizionali di questo semino ormai le conoscete tutti no?
Credo sia uno dei pochi casi che giustificano un acquisto non proprio Km0, sopratutto visto che l'alimentazione a base vegetale è in ogni caso la più leggera per il pianeta!
La ricetta contiene quinoa, semi oleaginosi, pomodoro, olio extra vergine di oliva, aglio e la verde cima di rapa ;-)
E con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi del Ravanello e di Feli :-)

martedì 16 ottobre 2012

Salutiamoci: la mia zuppa di ceci e castagne



Questa ricetta in realtà è vecchia, ma la sua cremosa bontà merita la ripubblicazione :-)
Con questa ricetta partecipo a Salutiamoci di Ottobre, questo mese ospitato da Kitchenbloodykitchen :-)

Vorrei che la foto (bruttina, perdonatemi!) potesse trasmettere il profumo di autunno e il calore che una bella zuppa sa regalare!
Ma siccome le mie abilità fotografiche rasentano il ridicolo, dovrete immaginare ;-)

Questa zuppa ci è piaciuta proprio tanto (non al topo che nonostante l'età continua a non volere i legumi "interi", ma questa proprio non la volevo passare ecchè)!
La ricetta è facilissima, ma un pelino lunga, o meglio, richiede qualche passaggio da fare in anticipo.
Ovviamente l'ammollo dei ceci (biologici), di almeno 12 ore. Poi la cottura degli stessi, che anche in pentola a pressione richiede il suo tempo (anche un'ora o più, dipende quanto vi piacciano teneri).
In ogni caso ho fatto una zuppa di ceci semplice: ceci, scalogno e uno spicchietto di aglio, 2 foglie di alloro, poco sale marino integrale solo a cottura ultimata. Step one, concluso.
Le castagne: la sera prima abbiamo fatto cena a caldarroste e quelle rimaste le ho sbucciate bene e conservate in un contenitore ermetico fino al giorno successivo, ma naturalmente possono essere abbrustolite apposta durante la cottura dei ceci e poi sbucciate. Metto sovente le castagne nelle zuppe quando è stagione, ma aggiungerle arrostite anzichè bollite ne cambia, e direi migliora, decisamente il profumo.
Infine, ho affettato 2 porri e li ho fatti rosolare molto velocemente a fiamma viva, lasciandoli croccanti e profumanti.
Ultimo step: versare la zuppa di legumi sui porri rosolati (o viceversa) ed aggiungere le castagne "brusatà".
Per le quantità non posso che dire di andare ad occhio e poi nulla di vieta di mettere più castagne e meno ceci o viceversa. Fate vobis.
Sembra un lavorio inutile, ma consente di avere porri profumati, ma ancora croccanti e non "squagliati" nella zuppa e castagne cotte, ma ben sode e sopratutto profumatissime!
Le castagne non sono "erbe", pare ovvio, ma ho inserito questo post anche nell'etichetta "erbe spontanee", perchè grazie al cielo "l'albero del pane" è ancora comune in molte zone d'Italia ed andare a spasso a raccogliere castagne è un'attività sana, economica ed utile per il portafogli e la salute ;-)

sabato 13 ottobre 2012

E ora l'autunno: pasta coi porcini

Saluto l'arrivo dell'autunno, che comincia a tingere di giallo le foglie degli alberi, con il porcino che l'erpetologo ha raccolto qualche giorno fa.
Finito degnamente in pentola a condire una semplice pasta integrale di grano duro.
Poco aglio e tanto prezzemolo a fine cottura sono gli unici due ingredienti che accompagnano il nobile fungo.
Ieri sera abbiamo anche mangiato le prime caldarroste (raccolte mentre si va a funghi). Che sono sempre un piacere da sbucciare e piacciono anche alla pupina :-)
Oggi una nuova piccola passeggiata (Nicolò ha avuto l'otite ed oggi è stata la sua prima uscita per riossigenarsi un po') ci ha regalato altre castagne per stasera ed un bel po' di laricini, che non saranno i funghi più saporiti,  ma noi non li disdegniamo, dal momento che la raccolta per noi ha valenza anche ecologica-economica-ludica e didattica (e forse altro che dimentico :-D).

lunedì 23 gennaio 2012

Idli con chutney di tamarindo

Faccio veloce, dal momento che la ricetta non è mia e posso semplicemente linkare da cui copiarla :-)
Io amo gli idli (rispetto alla ricetta ho cambiato un ingrediente: piselli spezzati e decorticati anzichè lenticchie) ed i dosa, ma, rispetto agli ultimi, gli idli richiedono una struttura speciale: idli maker.
Di solito li mangiamo con chutney di cocco o pomodoro (di cui spero di riuscire a scrivere presto), ma stavolta ci siamo deliziati con un chutney di tamarindo!
Avevo comprato della pasta di tamarindo, pertanto ho fatto un bel po' di chutney, congelandolo in porzioni per il futuro ;-)
Rispetto alla ricetta linkata ho dimezzato le dosi di zucchero, però!
Quanto mi piace la cucina indiana...

lunedì 9 maggio 2011

Denaturare le farine di legumi: pasta!!!

Questa l'ho appena scoperta, ma la devo subito segnalare: è possibile (ed anche molto semplice) denaturare in forno le farine di legumi, in modo da rompere i polipeptidi e consentire la creazione di un intreccio proteico lavorabile come il glutine!
E' quindi possibile fare pasta con sola farina di ceci o altro legume (piselli, soia, ecc. una manna per chi ha il mulino!!!!).
Fin'ora l'unico modo che conoscevo per ottenere un risultato vagamente simile era quello di includere comunque una buona percentuale di farina legante.
Le istruzioni qui e un esempio qui.
Aggiornamento: ho trovato altri esperimenti in questo post (molto interessante) e qui.

giovedì 7 aprile 2011

Spaghetti di mare con verdure di terra alla curcuma

















Più che spaghetti, una volta reidratati sembrano linguine ;-)
In ogni caso gli spaghetti di mare sono, tra le alghe, le mie preferite!
Sono anche semplicissime da cucinare e di sapore abbastanza delicato.
In realtà la ricetta è un riciclo, perchè avevo un avanzo di misto carote e finocchi alla curcuma.
Quindi ho semplicemente messo in ammollo (almeno un'ora, meglio di più) un pugno di alghe (io calcolo un pugno a persona, dimensione del pugno proporzionata a quella dello stomaco!) in una tazza.
In un tegame ho fatto appassire con poco olio evo e coperchio una cipolla (sì, mi piace la cipolla e la adoro con le alghe, riducete le dosi se non vi garba) bionda.
Ho unito le alghe e parte del loro liquido di ammollo (lascio quello sul fondo, con eventuali depositi) e lasciato cuocere una ventina di minuti.
Solo a fine cottura ho aggiunto le verdure per scaldarle, ma naturalmente se si parte da zero bisogna aggiungere una carota a rondelle e mezzo finocchio a striscioline, assieme alla cipolla.
Inutile dire che, come tutte le alghe, gli spaghetti di mare sono ricchissimi in nutrienti, una vera miniera!
Io le ho mangiate proprio come un primo e sono sazianti, ma naturalmente dal punto di vista nutrizionale possono essere un vero jolly e usate in qualunque "ruolo"!
Le verdure di mare dovrebbero tornare ad essere di uso comune come lo sono state un tempo ;-)

martedì 15 febbraio 2011

Gnocchi di cannellini


Ultimamente latito più del solito.
I motivi ci sono, un giorno racconto, per ora top-secret!
Nel frattempo ne approfitto per tornare come spesso accade al solito dilemma: come far mangiare regolarmente legumi ai bambini se non li apprezzano "interi"? Lo gnocco risolve molti problemi ;-)
E' anche relativamente veloce da preparare: una scatola di cannellini (o in alternativa fagioli cannellini precedentemente ammollati e ben cotti), farina quanto basta.
Si tritano o schiacciano i cannelini, con il robot, uno schiacciapatate o un passatutto manuale. Si aggiunge la farina poco per volta, lavorando l'impasto con le mani, fino al momento in cui smette di essere appiccicoso e diventa lavorabile.
A questo punto ne faccio tanti lunghi salamini che taglio in gnocchetti col coltello.
Nulla di più semplice.
La cottura è velocissima (fino a che non vengono a galla, come gli gnocchi di patate) ed in questo caso come salsa ho fatto un sugo alle noci, tritando finemente delle noci del nostro giardino, sale, pepe, poco aglio o cipolla e panna vegetale a scelta per amalgamare.
Ah, sono buoni! :-D

martedì 21 dicembre 2010

Gnocchi all'ortica

















Non riesco a credere di stare postando una ricetta tanto inesistente. Facile. Stupida. Ma buona. E le ricette facili sono quelle che servono quando si ha un bimbo che vuole giocare, un compagno che la sera ha fame e non sempre la voglia di cucinare che sprizza da ogni poro.
In estate e primavera è cosa facile raccogliere le ortiche (facile coi guanti, eh!). Le foglie sono leggere, quindi cosa facile è anche essicarle, semplicemente appendendo i mazzetti a testa in giù in luogo areato ed al riparo dalla luce diretta del sole, finchè non sono sbriciolabili tra le dita.
Ma può capitare, come è successo a me, di essere tanto presi nel cercare cose insolite da dimenticare questa raccolta essenziale. Abbiamo sfruttato ortiche fresche, ma sono stata tanto sbadata da non metterne via per l'inverno...
Eppure la soluzione c'è ed è anche semplicissima: recarsi in erboristeria e acquistare un poco di ortica essicata. L'ortica si usa in tisane e decotti come diuretico e re-mineralizzante, pertanto è erba comune nelle erboristerie. Certo, il costo è maggiore che a raccogliersela da soli (e la soddisfazione nettamente inferiore), ma pesa talmente poco che un bel barattolino pieno pesa circa 30 grammi!
Secca è meno profumata di quella fresca, ma in questo l'autoproduzione non darebbe migliori risultati.
Quindi:
-panna vegetale (io ho usato la panna di mandorle)
-sale e pepe
-olio extra vergine di oliva
-poco scalogno
-acqua se serve
Dopo aver fatto il soffritto di scalogno, appena dorato, ho aggiunto un cucchiaio raso di ortica per persona ed un poco di acqua per farla rinvenire qualche minuto. Infine ho aggiunto la panna ed ho lasciato cuocere qualche minuto per permettere all'ortica di reidratarsi ed all'acqua in eccesso di evaporare ;-)
Nel frattempo si porta a bollore l'acqua salata e poi si fanno cuocere gli gnocchi (miseramente comprati stavolta, ma per fortuna ne trovo, anche nei comuni negozi, di totalmente vegan). Appena vengono a galla li raccolgo con la schiumarola e li faccio saltare nella padella col sughino orticoso.
E sono buoni!
Tre nanosecondi di impegno culinario, ma tante proprietà delle erbe selvatiche a portata di mano :-)

martedì 5 ottobre 2010

Farecchiata
















Per caso in un supermercato ho visto un legume che mi era sconosciuto e dal prezzo esorbitante. La cosa ha fatto suonare a festa le campanelle nel mio cervellino (nonostante il prezzo) e contro ogni logica (scorta di legumi abbondante e varia oltre che prezzo da furto in banca, per due semini) il pacchetto è passato subito tra le mie mani e dal cervelletto degli istinti al carrello il gioco era fatto.
Però da cosa nasce cosa e grazie al mio acquisto compulsivo ho scoperto i piselli Roveja!
Ovviamente una manciata dei preziosi semini finirà nell'orto la prossima primavera (per puro sfizio, visto che per averne una quantità degna di nota serve uno spazio che non ho), ma nel frattempo, stasera mi sono dilettata nella sua ricetta più "classica", pare molto antica: la farecchiata.
La ricetta originale prevede l'utilizzo o di pecorino o di alici ed io naturalmente ho omesso entrambi, facendo un semplice soffritto di cipolla (e volendo si può sempre grattare del formaggio veg).
Per ottenere la farina ho benedetto ancora una volta il mio mulino , che ho usato prima allargando parecchio la macina e poi rimacinando la farina una seconda volta a macina molto più stretta.
Siccome le bucce della roveja mi sembravano piuttosto "hard", ho eliminato quelle più grosse setacciando la farina.
Nella foto, terribile, causa flash inevitabile, ho immortalato il setaccio con i resti delle bucce, dal momento che è stato il suo primo utilizzo :-D
Il sapore della farecchiata? Ottimo, non sa di piselli e nemmeno di fave, ma li ricorda entrambi. la consistenza è piacevole. La preparazione semplice (come la polenta).
La consistenza per ovvi motivi la rende ideale anche come pappa per bambini piccoli.
Il topo l'ha apprezzata semplicemente spolverata con un poco di lievito alimentare in scaglie.
Ne ho avanzata parecchia che non vedo l'ora di poter tagliare e ripassare in forno domani :-)
A questo proposito aggiungo un'ultima nota positiva (anche se, visto il prezzo di partenza, la cosa lascia il tempo che trova): così come con la farina di mais per la polenta, la resa è ottima! Poca farina assorbe molta acqua durante la cottura e diventa estremamente saziante!
P.S. siamo tornati dall'Abruzzo, che è una regione splendida! Al più presto le foto ;-)

mercoledì 21 aprile 2010

Noodles alle alghe


Ultimamente il topo non apprezza la pasta, per cui impazzano i cereali in chicco ed i noodles (che apprezza particolarmente, forse perchè vanno giù quasi da soli)!
In passato non li ho mai usati, ma col senno di poi devono essere eccezionali per le pappe, tagliandoli bene!
In questo caso ho tagliato una cipolla a pezzettoni e l'ho lasciata rosolare un minuto. Una decina di minuti prima avevo messo a bagno un po' di alghe per tipo: hijiki, spaghetti di mare, spirulina e dulse.
Ho scolato le alghe e le ho aggiunte alla cipolla, lasciato insaporire un minuto e aggiunto altra acqua per ottenere la quantità di brodo voluta. La cottura delle alghe è veloce (circa 15 minuti) e a fine cottura ho messo i noodles di grano. Mentre questi si ammorbidiscono ne approfitto per far scioglere un poco di miso in poca acqua della zuppa, così posso aggiungerlo prima di impiattare!
A noi piace con poco brodo, ma naturalmente la quantità di acqua va regolata a piacere.
E il pieno di alghe, ogni tanto, è un toccasana. Purchè non si ecceda, come in tutte le cose, per evitare il consumo eccessivo di iodio e sale.

domenica 4 aprile 2010

Polenta pomodoro e funghi


Ebbene sì, qui è ancora inverno praticamente. Per cui questo piatto caldo-fumante ci sta tutto.
Utilizziamo le previdenti scorte messe via per l'inverno, come la passata di pomodoro ed i funghi essicati.
Io ho usato mazze di tamburo, raccolte dal topo medesimo. Lo scorso autunno ne abbiamo raccolte parecchie e molte sono state mangiate al volo. Le più grosse però, le teste tutte aperte, le ho fatte essicare nell'essicatore (ma per i funghi nessun problema, va benissimo il termosifone) e li ho usati poi in risotti, paste e... qui!
Come si vede nella foto (anche se sembra un po' carne, lo so) le testone essicate le ho tagliate a spicchi, fatte rinvenire in acqua e poi messe a insaporire un semplice sugo al pomodoro con soffritto con aglio e cipolla, in olio evo.
No sto nemmeno a scrivere la ricetta della polenta (farina di mais, da versare a pioggia nell'acqua bollente, mescolando continuamente; per i tempi di cottura dipende dalla grana della farina e se è precotta o meno). Per una polenta piuttosto soda si consiglia acqua, in perso, pari a quattro volte la farina. A me piace più morbida, il giorno stesso, ma è questione di gusti. Il giorno successivo, tagliata a fette, la polenta è deliziosa fritta o in forno, sbizzarritevi!
I pregi della polenta sono svariati! Innanzitutto il costo, veramente contenuto (non a caso era il cibo dei poveri), anche perchè la resa della farina è eccezionale e con pochissima farina si ottiene polenta per più persone; poi la semplicità di preparazione e la possibilità di farne in abbondanza e riusarla nei giorni successivi. Infine è un piatto leggero (bè, dipende anche dall'accompagnamento però!) e digeribile.
Scegliete farina bio, così evitiamo gli OGM.
Questa ricetta è ovviamente ottima anche come pappa per i bambini più piccoli. Per quelli veramente piccini si sconsigliano i funghi, ma è sufficiente lasciare da parte un po' di sugo semplice al pomodoro, oppure condire la polenta con olio evo, lievito alimentare in scaglie ed al limite con una grattata di formaggio veg!
Un'ultima nota: sebbene di consistenza leggermente diversa, per chi di voi avesse un mulino, consiglio la polenta di miglio! Un po' più appiccicosa e quindi difficile la cottura, ma è senz'altro più bilanciata, energetica e oltretutto alcalinizzante (il miglio è l'unico cereale che non acidifica) e remineralizzante.

lunedì 28 dicembre 2009

Zuppa di daikon e hijiki


Per riprendersi dagli eventuali bagordi delle feste :-D
Una zuppa calda, ricca di ingredienti pieni di nutrienti (come le alghe), ma allo stesso tempo leggera e digestiva. Pare che il daikon abbia la proprietà di aiutare l'eliminazione dei ristagni di grasso. Nulla di più appropriato vero?

Per ogni persona ho calcolato mezza radice di daikon, un pugnetto di alghe hijiki ammollate qualche ora, 4 pezzi di funghi secchi (se vogliamo restare in tema tanto vale cercare gli shiitake) e un cucchiaino di miso, naturalmente non pastorizzato. Ah! Acqua quanto basta, non ho mai misurato l'acqua per le zuppe, ne aggiungo se mi sembra troppo poca...
Ho tagliato a rondelle il daikon e l'ho semplicemente fatto bollire assieme alle alghe fino a quando è diventato morbido (una ventina di minuti se non erro, anche meno). Solo dopo aver spento il fuoco ho preso in una tazza un po' del brodo di cottura per sciogliere bene il miso (non più di un cucchiaino a persona, è molto salato!).
Quando è bel sciolto unisco il tutto.

La versione per i più affamati prevede l'aggiunta, a fine cottura, dei noodles. In un lampo ecco un primo brodoso e saporito! Slurp!

sabato 19 dicembre 2009

Pasta broccoletti e olive


Questa pasta è nata davvero per caso, mano a mano che ho aggiunto gli ingredienti mi sono chiesta se il risultato finale sarebbe stato commestibile o meno!
Il verdetto però è positivo e siccome la combinazione di ingredienti è un po’ insolita, vale la pena segnalarla ;-) La foto non rende, oltretutto avevo usato due tipi diversi di pasta :P
Ingredienti per 4 persone:
-un broccolo (io ho usato un bel broccolo viola del mio orto :D)
-165 ml di latte di cocco
-un cucchiaio di olio extra vergine di oliva
-un cucchiaio abbondante di olive taggiasche (meglio già snocciolate, per i bambini)
-un cucchiaino di zattar
-uno spicchio d’aglio
-sale se necessario
-320 grammi di pasta a scelta
Preparazione:
Mentre si mette a scaldare l’acqua per la pasta (con il coperchio!), in un tegame versare l’olio extra vergine di oliva e mettervi l’aglio (schiacciato se intendete toglierlo a fine cottura, altrimenti a fettine) e far rosolare un minuto. Aggiungere le cimette di broccolo e la parte più tenere del gambo tagliata a dadini. Se necessario aggiungere un mestolo di acqua bollente per aiutare la cottura.
Aggiungere le olive taggiasche, lo zaatar (o semplicemente sesamo tostato in alternativa) ed il latte di cocco. Lascia cuocere a fiamma bassa qualche minuto, fino a che i broccoli siano teneri ed il latte si sia in parte asciugato.
Dopo aver fatto cuocere la pasta il tempo necessario come sempre farla saltare con il sughino :-)

giovedì 20 agosto 2009

Foto varie e bento box



Eccomi.
Fa caldo. Dovrei studiare. Proprio dovrei. Ho rinunciato ad un pomeriggio in piscina per non perdere ore di studio...
Ma prima almeno mi diletto a condividere qualche foto.
Una foto di famiglia, anche se di qualche giorno fa.
Foto varie scattate durante una bella mattinata in montagna, con l'obiettivo dichiarato di incontrare e fotografare la splendida salamandra di lanza in compagnia di Morrigan e del suo Naturalista, oltrechè naturalmente del mio erpetologo.
Per fortuna ne abbiamo viste (e super fotografate) 2, anche se devo aggiungere che al ritorno ne ho viste altre due ben secche e spiaccicate sulla sterrata forestale che conduce al rifugio Jervis...
Per il pranzo al sacco mi sono divertita a pigiare il cibo nella bento box ed ho preparato: orzo decorticato con nori in fiocchi e ceci e borlotti alla curcuma. Naturalmente tutto freddo e tutto talmente semplice che ancora una volta posso evitare di perdere tempo a scrivere la ricetta (comincio a sentirmi inutile)!
E poi frutta!
Aimè, rivedendomi in foto ultimamente mi scopro con le zampe di gallina ed ogni volta mi stupisco, perchè mi sento ancora come una liceale! :P
Comunque il sorriso 36 denti per la salamandra tra le mani la sfacchinata e la sveglia prima del solito giustificano almeno un po' la faccia pesta!
P.S. ho visto questi bellissimi fiori rossi sul muretto di cinta di un orto di montagna: chi sa aiutarmi a scoprire che fiori sono????









venerdì 7 agosto 2009

Quinoa con nori


Va bè, la ricetta non la scrivo neanche. Non serve.
Il sapore però è proprio gradevole (bè, se piacciono le alghe) e oltretutto si risolve quel momento di panico che capita a tutte le mamme, quando a mezzogiorno e mezzo si comincia a urlare "my god! che faccio per pranzo? non ho sughi pronti, non ho tempo per cucinare le verdure perchè devo finire di passare lo straccio, che faccio?".
Più o meno, vi ci ritrovate vero?
Dunque la quinoa è una delizia dal sapore particolare anche al naturale. La cottura è veloce (20 minuti, ma quasi la metà in pentola a pressione). E' ricca di minerali, proteine ecc. Che volete di più? Basta darle un po' di sapore con un poco di lievito alimentare in scaglie, olio extra vergine di oliva e nori verdi in polvere.
Bon appetit!