mercoledì 16 marzo 2011

Considerazioni sul precedente post e.. news!

La scorsa settimana non sono riuscita a rispondere ai commenti, indovinate un po' perchè? Il topo si è ammalato :-D
Ovviamente me la sono tirata e la legge della sfiga ha colpito funesta!
Lì per lì ci sono anche rimasta male, lo ammetto, ma ora ci rido su, non cambia di una virgola ciò che ho scritto e penso sulla salute di mio figlio. Ora devo aggiungere una leggera otite al bilancio della sua serie di malattie invernali.
Passata senza l'uso di alcun farmaco (olio con succo di aglio nelle orecchie e alcuni granuli omeopatici, che al topo sembrava di ciucciare caramelline).
Ha avuto qualche giorno di febbre che si è tenuto e fatto: la febbre non è un nemico e qualche malanno non è strano nè dannoso, anzi, la febbre modula e attiva il sistema immunitario, in qualche modo lo allena. Per questo è importante non stroncarla sul nascere con antipiretici (certo, se sale veramente troppo alta, ma è un altro paio di maniche).
In ogni caso ho deciso di rispondere qui ad alcune questioni sollevate nei commenti, perchè credo meritino 2 righe di approfondimento.

Prima fra tutte i vaccini: l'argomento è immenso e credo non sia affrontabile in un post e io non sono nessuno per affrontarlo. Però sì, sono contenta di averli quantomeno posticipati e sappiate che ora come ora li posticiperei ancora di più (almeno dopo i 2 anni) e rifiuterei l'esavalente, ma sceglierei eventualmente i singoli vaccini che ritengo importanti.
Questo perchè più vaccini assieme hanno effetti peggiori che i vaccini singoli.
Perchè dei 6 dell'esavelente quelli che "potrebbero" essere utili sono forse 2 (ditemi quale bambino di 3 mesi rischia l'epatite B facendo sesso non protetto o bucandosi con una siringa?).
Questo perchè il sistema nervoso non è ancora completo in bambini così piccoli e lo stesso sistema immunitario non è ancora efficiente, per questo i vaccini per bambini sono più "concentrati" rispetto a quelli per adulti, ne serve di più per ottenere una risposta!
Per approfondimenti invito a leggere il libro di Roberto Gava, "Le vaccinazioni pediatriche".
Sono fermamente convinta che un bambino che ha modo di farsi le sue di difese, non bombardato precocemente con alluminio e formaldeide, possa essere più sano.

Seconda questione i latticini: se metto da parte per un attimo la questione etica (non che non sia importante, anzi, guardate qui le mucche da latte, in Italia, mica USA...) e parlo solo di alimentazione, devo dire che la ricerca scientifica è abbastanza inconcludente sull'argomento. Il "latte" non è uno solo, dal punto di vista solo strettamente nutrizionale, ben diverso è il latte non pastorizzato di animali sani e pascolanti, rispetto a quello UHT e quello di allevamento intensivo. Per esempio, le caseine di tipo più altamente allergizzante, sono presenti in percentuale molto più alta nelle razze "moderne" selezionate da latte, rispetto alle antiche razze regionali.
Gli studi sul cibo poi, sono sempre complessi, perchè le variabili da considerare sono moltissime e oltre al cibo che togli, conta con cosa lo sostituisci, ecc.
Di sicuro però, i latticini aumentano la concentrazione nel sangue di ormoni della crescita IGF-1, il cui eccesso è correlato a diversi tipi di cancro.
E, anche se non esistono studi concludenti al riguardo (che io sappia), esperienza diretta di molte mamme e adulti è la correlazione tra l'abuso di latticini e la produzione di catarro. Sarà aneddotica, ma io la vedo spesso.
Quindi sono certa che sia bene, se li si mangia, mangiare pochi latticini: è facile eccedere, pensate alla colazione e poi alle ricette con formaggi e al formaggino la sera, senza considerare la spolverata di parmigiano. E tutto ciò spesso si aggiunge ad un già notevole eccesso proteico.
In conclusione credo che, se si sceglie di non escludere i latticini, è bene moderarli assolutamente e in questo senso per noi è determinante l'asilo, che è la sua quasi unica fonte di latticini, limitata a 5 pasti a settimana. Mantenere tutti gli altri pasti "liberi" mantiene il consumo entro livelli accettabili per la salute.
Piccolo edit sui latticini: naturalmente, essendo prodotti animali ricchi di grassi, nei latticini troviamo, concentrate, tutte quelle sostanze potenzialmente dannose quali ormoni, pesticidi, diserbanti, anticrittogamici, diossina, ecc. Naturalmente tali inquinanti si trovano anche sulla frutta e verdura, ma in primo luogo noi abbiamo modo di lavarla correttamente (dubito che venga fatto per i mangimi); in secondo luogo i mangimi possono essere OGM; in terzo luogo molte di queste sostanze vengono accumulate nei lipidi e gli organismi animali quindi le concentrano. E' provato che il latte materno di madri vegetariane, per esempio, contiene valori notevolmente inferiori di inquinanti! Non mi sembra una cosa da poco ;-)

Infine: sono incinta! Se tutto va bene il topo avrà un fratellino/sorellina per fine Settembre. Siamo molto felici, ma le nausee dei primi mesi hanno azzerato la mia fantasia culinaria (potrei postare foto di patate bollite...).

Infine Bis: grazie Erbaviola!!!! Mi ha regalato il Sunshine Award :-)
Sono tanto onorata di essere stata tra i blogger cui ha pensato. Come spesso mi accade però io sono troppo pigra e ritardataria per mettermi lì a fare un post apposito e pensare a 12 altri blogger cui girare il premio. Lo darei a tutti quelli di cui ho il link affianco ed anche diversi altri (che presto aggiungerò in elenco) che ho scoperto ultimamente!

venerdì 4 marzo 2011

Bilancio: il primo inverno all'asilo!


















Tra poche settimane avrà fine questo lungo inverno.
Qui oggi nevica e pure parecchio, ma in ogni caso è ormai da Settembre che il topo frequenta l'asilo e credo di poter trarre un primo bilancio sulla sua salute.
Tutti mi dicevano: "vedrai, quando andrà all'asilo starà a casa una settimana sì e l'altra pure".
Le prenderei come esagerazioni, non fosse che ancora stamattina, accompagnando il topo, mi si è stretto lo stomaco sentendo una mamma parlare della più piccola delle sue bimbe (un bambolotto bellissimo di nemmeno un anno), che elencava la sfilza di malanni, di antibiotici e di cortisone (!!!) che ha dovuto prendere.
E purtroppo lo vedo spesso anche tra i compagni di asilo: molti stanno effettivamente a casa a settimane alterne e in classe è un continuo lamentarsi di tossi catarrose, di aerosol quotidiani, di catarro perenne per tutto l'inverno.
Sono io particolarmente fortunata?
Sicuramente sì, perchè il topo è stato a casa, in tutto, 2 giorni sparsi (per presunti mal di pancia) e una settimana un mesetto fa per influenza.
Influenza normalissima, durata 3 giorni e poi 2 in più a casa per far passare gli strascichi, passata senza assumere nulla di nulla, nemmeno antipiretici dal momento che ritengo la febbre un toccasana.
Sicuramente ci sarà una quota di buona sorte o di genetica.
Ma sono anche convinta che lo stile di vita faccia la sua parte eccome.
Innanzitutto non posso sapere se il merito è anche della dieta vegetariana (vegan in casa, quindi senza eccesso di latticini), ma senz'altro posso affermare che la sua dieta di sicuro non lo rende più debole dei bambini che seguono una dieta onnivora. Anzi.
Forse avere tassi di crescita umani consente al sistema immunitario di stare dietro alla crescita dei cuccioli; non ho affatto l'impressione che i bambini "vitellozzi" siano più sani degli altri.
Sicuramente sono sempre più convinta del fatto che ho ben scelto nel ritardare di parecchio i vaccini e nell'evitare tutti quelli proposti come "extra".
Sicuramente gioca il fatto che il topo sta spesso all'aria aperta, anche col freddo e non imbacuccato da strati di sciarpine, guantini, cappellini, 3 canotte.
Ha viaggiato tutto l'inverno (e siamo in Piemonte, sono state diversi i mesi sottozero) con canotta in caldocotone, magliettina manica lunga di cotone e, solo fuori, felpa più giacca.
Mai indossata una sciarpa (ma ovviamente giacca ben chiusa nei giorni più freddi), raramente il cappello, i guanti occasionalmente quando si rimaneva fuori al freddo a giocare.
Anche io da bimba sono stata una bambina relativamente sana e suppongo di poter, a posteriori, ringraziare mia madre che mi ha trasmesso valori importanti: ricordo di non aver mai sopportato sciarpe a cappelli e di non essere mai stata obbligata a vestirmi più di quanto sentissi necessità; venivo portata spessoa giocare all'aperto, al parco a Torino o in montagna; ho ricordi praticamente idilliaci delle colazioni, a base di pane e marmellata perlopiù fatta in casa e talvolta la domenica con un tipico pane dolce svizzero fatto in casa. Non eravamo vegetariani, ma mia madre, grazie al cielo, non ha mai cucinato troppa carne (e a me quella rossa non piaceva proprio) e ci ha sempre insegnato a mangiare frutta e verdura.
Quindi, grazie a mamma e incrocio le dita per il topo: che possa sempre una lastrina di ghiaccio tra le mani emozionarlo come ora!

martedì 15 febbraio 2011

Gnocchi di cannellini


Ultimamente latito più del solito.
I motivi ci sono, un giorno racconto, per ora top-secret!
Nel frattempo ne approfitto per tornare come spesso accade al solito dilemma: come far mangiare regolarmente legumi ai bambini se non li apprezzano "interi"? Lo gnocco risolve molti problemi ;-)
E' anche relativamente veloce da preparare: una scatola di cannellini (o in alternativa fagioli cannellini precedentemente ammollati e ben cotti), farina quanto basta.
Si tritano o schiacciano i cannelini, con il robot, uno schiacciapatate o un passatutto manuale. Si aggiunge la farina poco per volta, lavorando l'impasto con le mani, fino al momento in cui smette di essere appiccicoso e diventa lavorabile.
A questo punto ne faccio tanti lunghi salamini che taglio in gnocchetti col coltello.
Nulla di più semplice.
La cottura è velocissima (fino a che non vengono a galla, come gli gnocchi di patate) ed in questo caso come salsa ho fatto un sugo alle noci, tritando finemente delle noci del nostro giardino, sale, pepe, poco aglio o cipolla e panna vegetale a scelta per amalgamare.
Ah, sono buoni! :-D

domenica 9 gennaio 2011

Ho polverizzato la coppetta mestruale!

Davvero!
E allora ne approfitto, parliamone :-)
Parto dalla fine, cioè la morte sua: avevo una mooncup, da un paio d'anni occhio e croce, e come al solito l'ho messa a bollire in apposito pentolino per igienizzarla (non serve una sterilizzazione vera e propria!). Peccato che poi sono uscita ed il pentolino è rimasto sul fuoco.
Acqua che evapora.
Altra acqua che evapora.
Mi è già capitato e fintanto che il livello dell'acqua si abbassa, ma ne rimane sul fondo, la coppetta non sembra patire.
Stavolta l'acqua si è volatilizzata del tutto :-P
Quando me ne sono accorta, c'era uno strato di polvere scura, ma finissima che era "volato" letteralmente per tutta la cucina, posandosi sulla cappa, sulle presine, sugli interruttori, sul frigo...
La coppetta, bè, in qualche modo era ancora lì: la forma era lì. L'idea liofilizzata di coppetta era lì. Marroncino chiaro e dall'aspetto vellutato, ma la forma era la sua!
Toccata con un dito la magia si è dissolta: polvere il silicone è tornato. Polvere finissima, talmente fine che a sciacquare il pentolino sotto l'acqua la polvere non si bagna e vola via. Era quasi poetica.
Ma pensando ai polmoni la finestra è stata spalancata e ogni superficie pazientemente pulita. Ciò che è uscito dalla mia bocca in quel frangente non si può ripetere...
Raccontatane la morte, racconto anche che sono corsa on-line ed ho seduta stante riacquistato il diabolico affarino nel giro di un battito di ciglia, tanto mi ci sono trovata bene!
Questa volta ho preso una fleurcup, incolore (schiccoso il rosa, ma i coloranti non mi convincono, tanto chi la vede?), dal momento che è la meno cara sul mercato (a quanto mi risulta).
Non l'ho ancora provata, ma sembra più morbida della mooncup, il che potrebbe essere un vantaggio per tutte colore che hanno difficoltà con l'inserimento.
Credo sia inutile spendere tante parole sul perchè convenga la coppetta, lascio parlare il grafico tratto dal sito che ho già linkato!

giovedì 6 gennaio 2011

Recensione! L'orto dei germogli.


Il libro "L'Orto dei germogli", di Grazia Cacciola (Erbaviola ;-)), edizioni FAG, era sfuggito alla mia attenzione.
Avevo letto i suoi altri lavori (Grazia: ma quanto scrivi?!!!), ma di questo, non so perchè, non avevo sentito parlare.
Riceverlo in dono da Erbaviola stessa-medesima è stato un grande onore, oltre che uno dei più graditi regali di Natale!
Io adoro i germogli e il solo titolo mi ha mandata in visibilio! L'orto dei germogli!
Perchè è vero!
Per tutti coloro che non hanno giardino e magari nemmeno balconi (a me è capitato e non potevo usare i davanzali causa gatti che distruggevano tutte le aromatiche che mi ostinavo a provare a coltivare), la coltivazione dei germogli non è altro che la creazione di un orto in miniatura, e che orto: produttivo, semplice, efficiente, magico!
Ed a prova di gatti con pochi accorgimenti ;-D
Io ho raccontato la mia esperienza con i germogli qui.
Ed ho letto in passato un altro libricino sui germogli.
Ma questo è decisamente più completo, e attento all'aspetto pratico: oltre ad approfondite schede specie per specie, c'è una ricca parte introduttiva in cui sono affrontati in modo esauriente tutti gli aspetti, dalla scelta del germogliatore (con una descrizione di tutte le tipologie in commercio), all'autocostruzione dello stesso, all'importante e spesso non sufficientemente sottolineata (anzi, diciamola tutta, quasi mai!) necessità di una buona igiene dell'attrezzatura!
Come ho già accennato ogni specie vegetale germogliabile è descritta in dettaglio, con nome latino per identificare senza strafalcioni la specie botanica in questione (quanta confusione si fa a volte tra soia verde, fagiolo mung e azuki?), descrizione del seme, dei tempi di ammollo e, indicativamente, dei tempi di germinazione, oltre che ovviamente delle proprietà nutrizionali.
Nonostante le schede possano sembrare ripetitive (perchè i germogli sono tutti ricchi in nutrienti!) è bene fare attenzione perchè si celano sorprese! Io ho scoperto che i germogli di grano saraceno è meglio non consumarli crudi e dal momento che credo di averne anche postato qui un paio di ricette, faccio mea culpa e spero di non aver avvelenato nessuno (scherzo, i danni sono comunque inputabili ad un consumo regolare, ma meglio essere prudenti ed evitare tossine inutili ;-)).
Il libro si conclude con una sezione dedicata alla soluzione dei problemi più frequenti e ad una tabella che riassume i tempi di ammollo e germinazione per tutte le specie, indicando per ognuna anche l'eventuale necessità di consumo previa cottura.
Infine, quasi dimenticavo (!!!) c'è una sezione dedicata a ricette di ogni tipo con varie qualità di germoglio!
Per leggere una seconda recensione (altrettanto positiva direi) e vedere la realizzazione di una ricetta tratta dal libro, andate qui!
In definitiva, lo consiglio caldamente :-D

martedì 21 dicembre 2010

Gnocchi all'ortica

















Non riesco a credere di stare postando una ricetta tanto inesistente. Facile. Stupida. Ma buona. E le ricette facili sono quelle che servono quando si ha un bimbo che vuole giocare, un compagno che la sera ha fame e non sempre la voglia di cucinare che sprizza da ogni poro.
In estate e primavera è cosa facile raccogliere le ortiche (facile coi guanti, eh!). Le foglie sono leggere, quindi cosa facile è anche essicarle, semplicemente appendendo i mazzetti a testa in giù in luogo areato ed al riparo dalla luce diretta del sole, finchè non sono sbriciolabili tra le dita.
Ma può capitare, come è successo a me, di essere tanto presi nel cercare cose insolite da dimenticare questa raccolta essenziale. Abbiamo sfruttato ortiche fresche, ma sono stata tanto sbadata da non metterne via per l'inverno...
Eppure la soluzione c'è ed è anche semplicissima: recarsi in erboristeria e acquistare un poco di ortica essicata. L'ortica si usa in tisane e decotti come diuretico e re-mineralizzante, pertanto è erba comune nelle erboristerie. Certo, il costo è maggiore che a raccogliersela da soli (e la soddisfazione nettamente inferiore), ma pesa talmente poco che un bel barattolino pieno pesa circa 30 grammi!
Secca è meno profumata di quella fresca, ma in questo l'autoproduzione non darebbe migliori risultati.
Quindi:
-panna vegetale (io ho usato la panna di mandorle)
-sale e pepe
-olio extra vergine di oliva
-poco scalogno
-acqua se serve
Dopo aver fatto il soffritto di scalogno, appena dorato, ho aggiunto un cucchiaio raso di ortica per persona ed un poco di acqua per farla rinvenire qualche minuto. Infine ho aggiunto la panna ed ho lasciato cuocere qualche minuto per permettere all'ortica di reidratarsi ed all'acqua in eccesso di evaporare ;-)
Nel frattempo si porta a bollore l'acqua salata e poi si fanno cuocere gli gnocchi (miseramente comprati stavolta, ma per fortuna ne trovo, anche nei comuni negozi, di totalmente vegan). Appena vengono a galla li raccolgo con la schiumarola e li faccio saltare nella padella col sughino orticoso.
E sono buoni!
Tre nanosecondi di impegno culinario, ma tante proprietà delle erbe selvatiche a portata di mano :-)

mercoledì 15 dicembre 2010

Pesto/patè di cavolo nero e chapati di farro!


















L'ultimo pesto, almeno per un po', promesso! Questo è delizioso spalmato sui crostini! Un ottimo antipasto. Naturalmente allungandolo con poca acqua calda e olio svolge magnificamente anche la funzione per cui è nato, condimento per pasta o cereali in chicco.
Ho usato un bel mazzo di foglie di cavolo nero (grazie GAC, grazie!), 2 spicchi di aglio, una tazza di semi di girasole, sale, pepe e olio extra vergine di oliva più acqua.
Ho aggiunto acqua perchè i semi di girasole sono molto pastosi e si ottiene una consistenza abbastanza solida, perfetta da spalmare. Volevo evitare di aggiungere troppo olio, per cui mi sono aiutata con l'acqua per tritare bene e mi riservo di aggiungere olio extra vergine di oliva extra quando lo "allungo" per usarlo come sugo pronto. Dal momento che surgelo i vasetti, l'aggiunta di acqua non compromette la conservabilità del prodotto ;-)

















Infine abbiamo ripetuto i chapati, dal momento che il topo si diverte e la merenda viene buona ed educativa: abbiamo preso i chicchi di farro decorticato (che bello affondare la mano nella ciotola di chicchi); li abbiamo macinati osservando come nasce la farina; abbiamo aggiunto un po' di acqua tiepida ed ho lasciato che il topo si divertisse un po'. Infine abbiamo aggiunto un bel cucchiaio di patè di olive nere ed ho terminato la lavorazione dell'impasto. Questa volta l'ho steso molto più sottile ed il pane ottenuto era quindi più croccante, delizioso!