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sabato 19 ottobre 2013

Di Cibo e altro

Mi rendo conto che i post di ricette sono sempre più rari...
Stanno sempre più strette le etichette: vegan (prevalentemente? al tot %?), crudista (nooo, però sì, ma quanto, bhu, indefinibile).
Sento sempre di più le stagioni e mi sento sempre più selvatica (bè, più o meno, ma culinariamente parlando).
Mi rendo conto di cucinare e amare sempre più piatti che non richiedono alcuna ricetta: cavoli di tutti i tipi semplicemente spadellati (e senza olio); cereali integrali in chicco per lo più in bianco (a crudo aggiungo lievito, talvolta alghe essiccate, gomasio); insalata verde o verdure crude. La frutta si mangia così com'è e a seconda delle stagioni è la nostra merenda e/o colazione.
Credo che la cosa più elaborata che cucino è il tofu, i latti vegetali, qualche dolce e torta salata (e adesso devo senz'altro provare qualche formaggio veg ;-)).
Quello che mangiamo piacerebbe a pochi, è proprio vero che il palato si abitua, che si sentono meglio i sapori.
Apprezzo talmente i sapori semplici delle verdure, che quando faccio il cavolo del nostro orto non metto neppure le spezie, mi piace naturale.
Certo, i bambini invece apprezzano un po' più condito, sopratutto Nicolò, che vive anche la realtà della mensa scolastica e dei pasti dai nonni.
Per lui spesso si aggiunge un po' di condimento.
Ma le giornate scorrono così, piene e non saprei dire di cosa.
Ieri la giornata e la cena sono state per me la perfezione: sole, passeggiata (piccola e tranquilla), sufficiente a regalarci la cena e la merenda per oggi.
Laricini e castagne. Un po' di fascia è sempre piacevole per stare ancora un po' ad alto contatto.
E per cena basta una spadellata di funghi e castagne brusatà da sbucciare tutti insieme :-)




sabato 19 gennaio 2013

Kefir di soia e d'acqua

Grazie ad Aurora sono munita di "grani di Kefir.
Mi sono appassionata sempre più a questo nuovo piccolo "allevamento", grazie anche a pagine ben scritte come questa e all'esperienza di Daria; e col ricordo del kefir d'acqua che per qualche tempo ha preparato mia madre. Ricordavo con piacere il sapore fresco e frizzantino e con ammirazione la magia della preparazione (ricordo la bottiglia con i fichi secchi ed il mezzo limone)!
Nonappena sono entrata in possesso della mia prima cucchiaiata di grani sono partita col kefir di latte (di soia).

La preparazione è esattamente la stessa di quella per il kefir di latte vaccino, ma è necessario aggiungere un paio di cucchiai di zucchero per litro di latte, dal momento che il latte di soia è privo di lattosio ;-)
Non essendo il loro ambiente d'origine i grani allevati nella soia crescono molto più lentamente e c'è chi dice sia necessario cambiarli dopo 6 mesi circa.
Io ne sono in possesso da qualche mese e per ora, anche se piano, continuano a crescere, quindi incrocio le dita!
Tanto che ho "trasformato" una parte di grani che era in eccesso rispetto al nostro consumo di "yogurt" in kefr d'acqua e finalmente mi godo nuovamente la bevanda frizzantina che era nei miei ricordi d'infanzia!
Io la faccio con uvetta (al momento) al posto dei fichi secchi.
Non vedo l'ora di avere a disposizione la menta fresca del giardino per aromatizzare la bevanda!
Come tutti i prodotti fermentati il kefir è ricco di proprietà benefiche e nutritive.
Per farla molto breve la popolazione batterica che forma i grani è ricca e variegata. Leggete l'elenco qui, che fa impallidire i 2 batteriucci dello yogurt ;-)
Come appreso grazie al gruppo facebook (lo ammetto: utilissimo per queste cose, anche perchè contiene una lista di "spacciatori" sempre aggiornata), non sciacquo mai grani per il kefir di latte, motivo per cui nella foto non si distinguono bene come quelli immortalati un po' ovunque per il web, ma lavorano bene e il risultato è ottimo! 
Un'ultima nota: che questi piccoli chicchi magici tornino ad essere quello che erano una volta, frutto di scambio e di una economia del dono. Il kefir non si compra. Diffidate da chi lo vende (ovviamente diverso è il rimborso delle spese di spedizione nel caso ve lo facciate mandare per posta).
Infinito amore e riconoscenza a quella meraviglia della natura che sono i batteri :-)

sabato 13 ottobre 2012

E ora l'autunno: pasta coi porcini

Saluto l'arrivo dell'autunno, che comincia a tingere di giallo le foglie degli alberi, con il porcino che l'erpetologo ha raccolto qualche giorno fa.
Finito degnamente in pentola a condire una semplice pasta integrale di grano duro.
Poco aglio e tanto prezzemolo a fine cottura sono gli unici due ingredienti che accompagnano il nobile fungo.
Ieri sera abbiamo anche mangiato le prime caldarroste (raccolte mentre si va a funghi). Che sono sempre un piacere da sbucciare e piacciono anche alla pupina :-)
Oggi una nuova piccola passeggiata (Nicolò ha avuto l'otite ed oggi è stata la sua prima uscita per riossigenarsi un po') ci ha regalato altre castagne per stasera ed un bel po' di laricini, che non saranno i funghi più saporiti,  ma noi non li disdegniamo, dal momento che la raccolta per noi ha valenza anche ecologica-economica-ludica e didattica (e forse altro che dimentico :-D).

martedì 2 ottobre 2012

I primi di Ottobre nell'orto

Non per copiare la mitica Erbaviola , ma anche io ieri ho fotografato il cestino col raccolto dell'orto.
Per essere ormai Ottobre ci sono ancora parecchi regali estivi, come i pomodori (che non si vedono perchè sono sul fondo, ma erano parecchi, tutti ciliegini e datterini).
Una bella manciata di cranberries  (che ho prontamente tagliato a metà e messo ad essiccare).
Alcuni frutti dell'asimina (è il primo anno che finalmente mangio paw paw!).
Un rametto di alloro, che con tutti i legumi che mangiamo serve sempre.
Un peperone (ma altri 5 stanno ancora maturando) e l'ultima zucchina della stagione completano il cestino.
Si nota anche un miserrimo grappolino di uva, ma non è colpa della vite (una sola pianta, potata con fantasia da mia suocera), è che la maggior parte della piccola produzione la mangiamo girovagando in giardino, non riesce ad arrivare in casa ;-)
Essendo noi ancora alle prime armi, non usando alcun concime (nemmeno il compost, o meglio pochissimo) ed avendo avuto quest'anno veramente poco tempo da dedicare all'orto, in cui infatti tutte le infestanti sono montate impietosamente a seme, è la prova che ce la si può fare!
Ed anche se lontani anni luce dall'autosufficienza, un contributo non da poco c'è.
Dal punto di vista educativo, coi bambini che imparano a cogliere e mangiare, non c'è proprio prezzo al valore di coltivare un pezzetto di terra!

giovedì 31 maggio 2012

Scala la marcia: la decrescita a modo nostro :-)

Questo bellissimo Giveaway mi ha dato l'input: non ho mai parlato di decrescita!
Per noi la decrescita è qualcosa che ha preso forma e senso nelle nostre vite, gradualmente (ed è ancora in continua evoluzione e, si spera, miglioramento). Non ho intenzione di perdermi in spiegazioni economiche nè politiche, per cui lascio solo alcuni link, come questo.
Del resto nulla di nuovo sotto il sole, stiamo solo riscoprendo concetti e abitudini comuni fino a 60 anni fa, andati un po' perduti dopo il boom degli anni 60' e quindi del tutto nuovi per la mia generazione. O quasi: perchè aver avuto una madre casalinga in realtà mi ha dato le basi per molte delle mie scelte attuali.
In ogni caso oggi c'è una nuova consapevolezza e si dà un nuovo significato alla sobrietà. Innanzitutto è diventata (anche se in questo momento di crisi non del tutto) consapevole.
Consapevole perchè risparmiare non significa solo risparmiare soldi, ma anche e sopratutto risparmiare VITE, acqua, aria, combustibile. Fare, anzi NON fare, qualcosa di concreto, anche se piccolo e privato, per le persone tutte, per l'ambiente e per noi stessi al contempo. Nessun eroismo, ma solo, mi pare, sano buonsenso.
Mi stupisco se penso a quante persone, pur avendo figli, non si fanno la benchè minima domanda sul mondo che stanno lasciando loro...
Noi siamo fortunati. Questo è innegabile e ne sono conscia ogni mattina quando apro gli occhi. Scriverlo in questo momento in cui intere famiglie hanno perso tutto o sono a lutto, per i capricci di questa nostra folle terra, è ancora più importante.
Siamo sani. Abbiamo un tetto sulla testa per il momento, che non ci costa un affitto. Abbiamo 4 nonni meravigliosi per i nostri figli. Ci amiamo. Tutto questo aiuta e tanto.
Alla fine, dal punto di vista pratico, in cosa decresciamo?
Autoproduzione prima di tutto alimentare: orto (anche se sempre in work in progress), autoproduzione di yogurt, tofu, latti vegetali. Pane, pizza e gnocchi quando si può. Marmellate. Sughi. L'erpetologo oltre a rettili e anfibi per fortuna si diletta anche con lavori elettrici, falegnameria (saltuariamente, ma meglio di nulla!), gestione non sempre facile -per me- del software libero.
Poi ci sono le scelte di vita, quello che talvolta viene descritta come la possibilità di voto tramite i nostri acquisti o non acquisti: la scelta di NON mangiare animali nè acquistare i derivati (essenziale per noi per motivi etici prima di tutto, ma che ha anche un fortissimo impatto sull'impronta ecologica di ognuno di noi); cercare di comprare il cibo senza imballaggi, quando ci è possibile biologico, il più possibile locale e naturalmente di stagione.
Si cerca di usare l'auto con giudizio e c'è il buono proposito di tornare ad essere una famiglia mono-auto non appena una delle 2 ci abbandonerà per morte spontanea (questo è forse il principale svantaggio dell'abitare in un paese piccolo: assenza di mezzi pubblici per gli spostamenti e alcuni spostamenti sono oltretutto obbligati)....
Non ne ho mai parlato, ma intendo recuperare e farlo quanto prima, ma scegliamo anche di non comprare cosmetici e prodotti di bellezza, nè detersivi industriali e prodotti per l'igiene della casa: oltre al fatto che tranne pochi e cari casi sono testati sugli animali, i cosmetici ed i detersivi sono zeppi di sostanze inquinanti, irritanti, allergeniche e potenzialmente tossiche. Non viviamo in una grotta e quando camminiamo per strada la gente non ci scansa per la puzza (anche se certo io non profumo come alcune persone che lasciano la scia al loro passaggio). Eppure non si acquista più dentifricio, detergente per il viso, da qualche mese anche shampo. Per la casa si compra solo bicarbonato, aceto, alcol e acqua ossigenata. Al posto dei prodotti confezionati esistono ottime preparazioni casalinghe ed ecologiche, fatte partendo dalle farine, olii vegetali e pochi altri ingredienti.
Non utilizziamo prodotti usa e getta (salvo la carta igienica, per ora!), per cui ci sono tovaglioli in stoffa, fazzoletti in stoffa, pannolini lavabili per bubolo bibi, coppetta mestruale per me e stracci al posto della carta scottex.
Nonostante ciò riusciamo ugualmente ad avere spazzature piene! Anche se spero meno spesso che se non avessimo tutte queste attenzioni.... Naturalmente si ricicla tutto quello che si può.
Per quanto riguarda il riscaldamento della casa siamo lontani dall'ideale (casa condivisa con i suoceri, non ne abbiamo completa gestione), ma dallo scorso inverno parte del riscaldamento è ottenuto con la stufa, in cui bruciare legname di scarto del giardino.
Però c'è sempre qualcosa cui non si riesce a rinunciare e in cui ammetto di essere pessima decrescitrice! Libri in primo luogo (anche se da quasi un anno perlomeno la maggior parte è acquistata in versione e-book), poi l'utilizzo di internet ovviamente.
I nostri buoni propositi per il futuro? Spero che riusciremo a rendere sempre più efficiente il nostro orto e più bravi ed organizzati nel far legna (ma siamo giustificati: è stato il nostro primo inverno a legna e buona parte del legname che avevamo non era stagionato); infine spero di imparare presto a usare almeno un minimo la macchina da cucire!
P.S. per queste due bellissime foto, realizzate a Cascina Bellezza, si ringrazia Luca Gallizio :-)
Edit: ho dimenticato di segnalare una forma di raccolta/gita/scuola/esperienza/cultura che ritengo essenziale imparare a riscoprire: la raccolta di erbe spontanee o fitoalimurgia :-) e più in generale l'utilizzo di quanto la natura ci offre così com'è :-)
Ed ancora: rileggendo mi sembro una wonder woman dell'efficienza! Così non sono. Siamo una famiglia umana, molto umana. Ciò che ho scritto è ciò che facciamo, quando si può. Capita spesso di comprare il pane (però almeno tramite GAC, biologico ed a Km0), capita che ci regaliamo alimenti dell'altro capo del mondo (avocado o platani, saltuariamente, ma li acquisto, però ce li godiamo col rispetto che si deve alle fortune importanti). Decrescere felicemente non significa martirizzarsi, ma capire di cosa possiamo fare a meno guadagnando tempo e gioia. Vuol dire imparare a fare da soli ciò che si può, ma senza impazzire e compatibilmente con le proprie passioni e competenze. Vuol dire anche aumentare invece tutto ciò che non ha costo e fa la vera felicità: la conoscenza, le esperienze ed i ricordi, la rete di conoscenze e scambi. Quindi ne approfitto per ringraziare tutti quanti mi aiutano in questo cammino, come le persone di ForumEtici (in cui c'è una sezione interamente dedicata all'autoproduzione ed una alla decrescita) ed il gruppo facebook (anche se è fb, vabbè...) "Autoproduzione e decrescita", perchè non posso qui ringraziare una per una le magnifiche persone che sono dietro a nick name e blog che mi arricchiscono la vita :-)