sabato 7 maggio 2011

Di Orto, Perenni e Sogni

Aspettando di trovare la soluzione definitiva per la mia allergia primaverile... ed aspettando di aver acquisito l'esperienza necessaria a "condurre" un orto per arrivare all'autosufficienza alimentare (bè, quasi, perlomeno questo è il sogno -necessità- che vogliamo intraprendere passo dopo passo)... ed aspettando che siano le 4 per portare il topo a mangiare la sua merenda al parco giochi con altri bambini...
Io approfitto del tepore di un pallido solino per scattare qualche fotografia in giardino!
Tra stagni e ornamentali di vecchia data, abbiamo cominciato ad inserire una folta schiera di perenni mangerecce (dal corniolo, al gelso bianco, al goumi, ai più classici fruttiferi come melo e pero di varietà antiche), compresi, da questa primavera, alcuni arbusti di caragana arborescens che speriamo contribuscano al fabbisogno proteico della famiglia.
Sul versante annuale siamo ancora in piena sperimentazione e le simpatiche limacce stanno mettendo a durissima prova la nostra pazienza (attualmente abbiamo costruito dei cerchi in plastica (sezioni di tubo) con incollata una striscia di rame in cima, che posizioniamo attorno ad ogni singola piantina appetibile), ma almeno le patate sembrano viaggiare bene (ora cominceremo a rincalzare); il mais viola nano da pop corn (non chiedetemi il nome della varietà, me l'hanno regalato dal CRAB) sembra partito ora che ha superato i primi attacchi lumacheschi; i pomodori lentamente stanno crescendo (il freddo delle ultime settimane ne aveva un tantino arrestato la crescita!) e zucchine e zucche sono a dimora...
In piena esplosione primaverile more, lamponi e ribes vari; in fiore il mio amato nespolo di Germania, e coi primi timidi fruttini i paw paw.
Chissà se i nuovi mandorli riusciranno a terminare la maturazione anche qui?
Intanto a voi un po' di foto :-)

Fico e un noce





















Fiore di rovo con ospite a sopresa

















Noce con le 2 piccole Grigie di Torriana sotto




















Il fiore del nespolo

















Filare di lamponi bianchi


















Dettagli del paw paw
















Mandorle!
















Le patate :-)
















Foglie di gelso bianco

















Due dei noccioli

















Timoti steso al sole!!!

lunedì 18 aprile 2011

Torta salata alle carote

















Questa torta salata (lo ammetto subito: stavolta preparata con sfoglia comprata!) si è rivelata inaspettatamente gradita al topo, che di solito poco apprezza le cose troppo pacioccate.
Come già detto la pasta per la base l'ho acquistata, ma se siete più bravi e organizzati di me potete sempre preparare da voi anche una sfoglia o frolla,a seconda di come preferite.
Avevo verdure da finire e così ho fatto cuocere, con un filo d'olio ed una cipolla bionda affettata finemente, circa 4 carote e due foglie grandi di cavolo tagliate a striscioline (talvolta, se non posso cucinarlo tutto assieme, il cavolo lo sfoglio, partendo dalle foglie più esterne ovviamente, che lo scrivo a fare).
Non ho aggiunto spezie particolari, ma solo sale e pepe e quando le verdure erano tenere ho aggiunto un poco di acqua, quel tanto che basta per riuscire a frullarle finemente, assieme a 4 cucchiai di panna vegetale e 3 cucchiai (o 4 rasi) di amido di mais.
Cottura in forno a 180° per circa 40 minuti, dopo aver spolverato la superficie con semini di sesamo per decorare (e sesamo nero se l'avete è ancora più d'effetto).
Io ho frullato bene le verdure, perchè nelle preparazioni il topo non ama i "pezzetti" di consistenza mista.
La crema così preparata (non inserita in una sfoglia) potrebbe essere un ottima pappa per lo svezzamento! I primi mesi sarebbe solo opportuno omettere la panna di soia e sostituirla con un cucchiaino di crema di sesamo.
Come sempre la cosa importante è avere il tempo di far raffreddare almeno un poco la torta prima di servirla (ancora più buona è riscaldata il giorno successivo!), sia per apprezzare meglio i sapori, sia per consentire all'amido di solidificarsi per poterla tagliare e consumare più agevolmente ;-)

giovedì 7 aprile 2011

Spaghetti di mare con verdure di terra alla curcuma

















Più che spaghetti, una volta reidratati sembrano linguine ;-)
In ogni caso gli spaghetti di mare sono, tra le alghe, le mie preferite!
Sono anche semplicissime da cucinare e di sapore abbastanza delicato.
In realtà la ricetta è un riciclo, perchè avevo un avanzo di misto carote e finocchi alla curcuma.
Quindi ho semplicemente messo in ammollo (almeno un'ora, meglio di più) un pugno di alghe (io calcolo un pugno a persona, dimensione del pugno proporzionata a quella dello stomaco!) in una tazza.
In un tegame ho fatto appassire con poco olio evo e coperchio una cipolla (sì, mi piace la cipolla e la adoro con le alghe, riducete le dosi se non vi garba) bionda.
Ho unito le alghe e parte del loro liquido di ammollo (lascio quello sul fondo, con eventuali depositi) e lasciato cuocere una ventina di minuti.
Solo a fine cottura ho aggiunto le verdure per scaldarle, ma naturalmente se si parte da zero bisogna aggiungere una carota a rondelle e mezzo finocchio a striscioline, assieme alla cipolla.
Inutile dire che, come tutte le alghe, gli spaghetti di mare sono ricchissimi in nutrienti, una vera miniera!
Io le ho mangiate proprio come un primo e sono sazianti, ma naturalmente dal punto di vista nutrizionale possono essere un vero jolly e usate in qualunque "ruolo"!
Le verdure di mare dovrebbero tornare ad essere di uso comune come lo sono state un tempo ;-)

domenica 27 marzo 2011

Topinambour sott'olio


Non ho grandi voglie in cucina, ma almeno ho avuto la decenza di sfruttare i prodotti del nostro orto, senza rischiare di doverli buttare.
Normalmente adoro i tupinabò, ma in questo periodo, complice il loro sapore forte, riesco a mangiarne pochi per volta.
Siccome mi sono trovata ad averne ancora quasi 2 chili, ho pensato di conservarli per tempi migliori :-)
La ricetta è semplicissima ed è questa qui.
Con un chilo e mezzo di tuberi si fanno 3 barattoli grossi (di quelli grandi del malto o del tahin, per capirsi)
Non ho ancora assaggiato il risultato (si dice di dover aspettare un paio di mesi), ma sono felice di pensare allo sfizio di un contorno di topinambour o a fettine di topinambour aggiunti alle insalate, anche in piena estate!
I topinambour sono tuberi eccezionali,saporiti, ottimi per la flora intestinale (motivo per cui è bene non esagerare con le porzioni!), leggeri e sazianti per chi è a dieta. Oltretutto si tratta di una pianta di semplicissima coltivazione se si trova il terreno giusto o con un poco di lavoro (richiede parecchia acqua e un terreno morbido o sabbioso, se troppo compatto i tuberi tendono a diventare fibrosi). Tra l'altro esteticamente è una bella pianta simile al girasole (ma più piccolo), che regala un bel fiore giallo a fine estate!
Per mantenere la produzione è sufficiente, quando si scava per raccogliere i tuberi, avere l'accortezza di lasciarne di nuovo nel terreno smosso (io lascio i più piccolini e rotondi), evitando di raccoglierli tutti e approfittando del momento della raccolta per muovere il terreno ed evitare in questo modo che diventi troppo compatto ;-)

mercoledì 16 marzo 2011

Considerazioni sul precedente post e.. news!

La scorsa settimana non sono riuscita a rispondere ai commenti, indovinate un po' perchè? Il topo si è ammalato :-D
Ovviamente me la sono tirata e la legge della sfiga ha colpito funesta!
Lì per lì ci sono anche rimasta male, lo ammetto, ma ora ci rido su, non cambia di una virgola ciò che ho scritto e penso sulla salute di mio figlio. Ora devo aggiungere una leggera otite al bilancio della sua serie di malattie invernali.
Passata senza l'uso di alcun farmaco (olio con succo di aglio nelle orecchie e alcuni granuli omeopatici, che al topo sembrava di ciucciare caramelline).
Ha avuto qualche giorno di febbre che si è tenuto e fatto: la febbre non è un nemico e qualche malanno non è strano nè dannoso, anzi, la febbre modula e attiva il sistema immunitario, in qualche modo lo allena. Per questo è importante non stroncarla sul nascere con antipiretici (certo, se sale veramente troppo alta, ma è un altro paio di maniche).
In ogni caso ho deciso di rispondere qui ad alcune questioni sollevate nei commenti, perchè credo meritino 2 righe di approfondimento.

Prima fra tutte i vaccini: l'argomento è immenso e credo non sia affrontabile in un post e io non sono nessuno per affrontarlo. Però sì, sono contenta di averli quantomeno posticipati e sappiate che ora come ora li posticiperei ancora di più (almeno dopo i 2 anni) e rifiuterei l'esavalente, ma sceglierei eventualmente i singoli vaccini che ritengo importanti.
Questo perchè più vaccini assieme hanno effetti peggiori che i vaccini singoli.
Perchè dei 6 dell'esavelente quelli che "potrebbero" essere utili sono forse 2 (ditemi quale bambino di 3 mesi rischia l'epatite B facendo sesso non protetto o bucandosi con una siringa?).
Questo perchè il sistema nervoso non è ancora completo in bambini così piccoli e lo stesso sistema immunitario non è ancora efficiente, per questo i vaccini per bambini sono più "concentrati" rispetto a quelli per adulti, ne serve di più per ottenere una risposta!
Per approfondimenti invito a leggere il libro di Roberto Gava, "Le vaccinazioni pediatriche".
Sono fermamente convinta che un bambino che ha modo di farsi le sue di difese, non bombardato precocemente con alluminio e formaldeide, possa essere più sano.

Seconda questione i latticini: se metto da parte per un attimo la questione etica (non che non sia importante, anzi, guardate qui le mucche da latte, in Italia, mica USA...) e parlo solo di alimentazione, devo dire che la ricerca scientifica è abbastanza inconcludente sull'argomento. Il "latte" non è uno solo, dal punto di vista solo strettamente nutrizionale, ben diverso è il latte non pastorizzato di animali sani e pascolanti, rispetto a quello UHT e quello di allevamento intensivo. Per esempio, le caseine di tipo più altamente allergizzante, sono presenti in percentuale molto più alta nelle razze "moderne" selezionate da latte, rispetto alle antiche razze regionali.
Gli studi sul cibo poi, sono sempre complessi, perchè le variabili da considerare sono moltissime e oltre al cibo che togli, conta con cosa lo sostituisci, ecc.
Di sicuro però, i latticini aumentano la concentrazione nel sangue di ormoni della crescita IGF-1, il cui eccesso è correlato a diversi tipi di cancro.
E, anche se non esistono studi concludenti al riguardo (che io sappia), esperienza diretta di molte mamme e adulti è la correlazione tra l'abuso di latticini e la produzione di catarro. Sarà aneddotica, ma io la vedo spesso.
Quindi sono certa che sia bene, se li si mangia, mangiare pochi latticini: è facile eccedere, pensate alla colazione e poi alle ricette con formaggi e al formaggino la sera, senza considerare la spolverata di parmigiano. E tutto ciò spesso si aggiunge ad un già notevole eccesso proteico.
In conclusione credo che, se si sceglie di non escludere i latticini, è bene moderarli assolutamente e in questo senso per noi è determinante l'asilo, che è la sua quasi unica fonte di latticini, limitata a 5 pasti a settimana. Mantenere tutti gli altri pasti "liberi" mantiene il consumo entro livelli accettabili per la salute.
Piccolo edit sui latticini: naturalmente, essendo prodotti animali ricchi di grassi, nei latticini troviamo, concentrate, tutte quelle sostanze potenzialmente dannose quali ormoni, pesticidi, diserbanti, anticrittogamici, diossina, ecc. Naturalmente tali inquinanti si trovano anche sulla frutta e verdura, ma in primo luogo noi abbiamo modo di lavarla correttamente (dubito che venga fatto per i mangimi); in secondo luogo i mangimi possono essere OGM; in terzo luogo molte di queste sostanze vengono accumulate nei lipidi e gli organismi animali quindi le concentrano. E' provato che il latte materno di madri vegetariane, per esempio, contiene valori notevolmente inferiori di inquinanti! Non mi sembra una cosa da poco ;-)

Infine: sono incinta! Se tutto va bene il topo avrà un fratellino/sorellina per fine Settembre. Siamo molto felici, ma le nausee dei primi mesi hanno azzerato la mia fantasia culinaria (potrei postare foto di patate bollite...).

Infine Bis: grazie Erbaviola!!!! Mi ha regalato il Sunshine Award :-)
Sono tanto onorata di essere stata tra i blogger cui ha pensato. Come spesso mi accade però io sono troppo pigra e ritardataria per mettermi lì a fare un post apposito e pensare a 12 altri blogger cui girare il premio. Lo darei a tutti quelli di cui ho il link affianco ed anche diversi altri (che presto aggiungerò in elenco) che ho scoperto ultimamente!

venerdì 4 marzo 2011

Bilancio: il primo inverno all'asilo!


















Tra poche settimane avrà fine questo lungo inverno.
Qui oggi nevica e pure parecchio, ma in ogni caso è ormai da Settembre che il topo frequenta l'asilo e credo di poter trarre un primo bilancio sulla sua salute.
Tutti mi dicevano: "vedrai, quando andrà all'asilo starà a casa una settimana sì e l'altra pure".
Le prenderei come esagerazioni, non fosse che ancora stamattina, accompagnando il topo, mi si è stretto lo stomaco sentendo una mamma parlare della più piccola delle sue bimbe (un bambolotto bellissimo di nemmeno un anno), che elencava la sfilza di malanni, di antibiotici e di cortisone (!!!) che ha dovuto prendere.
E purtroppo lo vedo spesso anche tra i compagni di asilo: molti stanno effettivamente a casa a settimane alterne e in classe è un continuo lamentarsi di tossi catarrose, di aerosol quotidiani, di catarro perenne per tutto l'inverno.
Sono io particolarmente fortunata?
Sicuramente sì, perchè il topo è stato a casa, in tutto, 2 giorni sparsi (per presunti mal di pancia) e una settimana un mesetto fa per influenza.
Influenza normalissima, durata 3 giorni e poi 2 in più a casa per far passare gli strascichi, passata senza assumere nulla di nulla, nemmeno antipiretici dal momento che ritengo la febbre un toccasana.
Sicuramente ci sarà una quota di buona sorte o di genetica.
Ma sono anche convinta che lo stile di vita faccia la sua parte eccome.
Innanzitutto non posso sapere se il merito è anche della dieta vegetariana (vegan in casa, quindi senza eccesso di latticini), ma senz'altro posso affermare che la sua dieta di sicuro non lo rende più debole dei bambini che seguono una dieta onnivora. Anzi.
Forse avere tassi di crescita umani consente al sistema immunitario di stare dietro alla crescita dei cuccioli; non ho affatto l'impressione che i bambini "vitellozzi" siano più sani degli altri.
Sicuramente sono sempre più convinta del fatto che ho ben scelto nel ritardare di parecchio i vaccini e nell'evitare tutti quelli proposti come "extra".
Sicuramente gioca il fatto che il topo sta spesso all'aria aperta, anche col freddo e non imbacuccato da strati di sciarpine, guantini, cappellini, 3 canotte.
Ha viaggiato tutto l'inverno (e siamo in Piemonte, sono state diversi i mesi sottozero) con canotta in caldocotone, magliettina manica lunga di cotone e, solo fuori, felpa più giacca.
Mai indossata una sciarpa (ma ovviamente giacca ben chiusa nei giorni più freddi), raramente il cappello, i guanti occasionalmente quando si rimaneva fuori al freddo a giocare.
Anche io da bimba sono stata una bambina relativamente sana e suppongo di poter, a posteriori, ringraziare mia madre che mi ha trasmesso valori importanti: ricordo di non aver mai sopportato sciarpe a cappelli e di non essere mai stata obbligata a vestirmi più di quanto sentissi necessità; venivo portata spessoa giocare all'aperto, al parco a Torino o in montagna; ho ricordi praticamente idilliaci delle colazioni, a base di pane e marmellata perlopiù fatta in casa e talvolta la domenica con un tipico pane dolce svizzero fatto in casa. Non eravamo vegetariani, ma mia madre, grazie al cielo, non ha mai cucinato troppa carne (e a me quella rossa non piaceva proprio) e ci ha sempre insegnato a mangiare frutta e verdura.
Quindi, grazie a mamma e incrocio le dita per il topo: che possa sempre una lastrina di ghiaccio tra le mani emozionarlo come ora!

martedì 15 febbraio 2011

Gnocchi di cannellini


Ultimamente latito più del solito.
I motivi ci sono, un giorno racconto, per ora top-secret!
Nel frattempo ne approfitto per tornare come spesso accade al solito dilemma: come far mangiare regolarmente legumi ai bambini se non li apprezzano "interi"? Lo gnocco risolve molti problemi ;-)
E' anche relativamente veloce da preparare: una scatola di cannellini (o in alternativa fagioli cannellini precedentemente ammollati e ben cotti), farina quanto basta.
Si tritano o schiacciano i cannelini, con il robot, uno schiacciapatate o un passatutto manuale. Si aggiunge la farina poco per volta, lavorando l'impasto con le mani, fino al momento in cui smette di essere appiccicoso e diventa lavorabile.
A questo punto ne faccio tanti lunghi salamini che taglio in gnocchetti col coltello.
Nulla di più semplice.
La cottura è velocissima (fino a che non vengono a galla, come gli gnocchi di patate) ed in questo caso come salsa ho fatto un sugo alle noci, tritando finemente delle noci del nostro giardino, sale, pepe, poco aglio o cipolla e panna vegetale a scelta per amalgamare.
Ah, sono buoni! :-D